Il professionista

“SCEGLI UN BUON PROFESSIONISTA, NON FARTI CUCINARE

Uno slogan di Staff Casa, un concetto non indifferente.

Viviamo ogni giorno affrontando delle scelte, ma accade spesso che, se non consigliati o informati in modo opportuno, rimaniamo delusi della scelta fatta.

.Sarebbe bello, ma senza dubbio poco economico, poter avere almeno per ogni scelta importante i consigli di un esperto.

Se per il caso del “ristorante” ad esempio scegliamo, per ovvi motivi, di poterne anche fare a meno, non dobbiamo commettere l’errore di trascurare l’importanza di rivolgersi ad un professionista, prima di addentrarci nel mondo difficile dell’edilizia e degli aspetti patrimoniali.

D’altra parte scegliere un professionista cui affidarci potrebbe non risultare un’   impresa facile.

Raccomandazioni dell’amico, del conoscente o il famoso passa parola sono sempre stati i metodi più frequenti per “scovarne” uno., ma, alla fine, ha quasi sempre deciso la sorte.

Se però   conoscessimo davvero i rischi legati alle scelte importanti da fare, ci verrebbe forse molto più spontaneo cercare consigli sicuri. Sarebbe altrettanto meraviglioso poterci affidare ad un professionista con la tranquillità e consapevolezza che svolgerà l’incarico con professionalità, velocità, serietà, trasparenza e a costi congrui………..!!!??

Purtroppo i professionisti qualificabili come tali a cui potersi rivolgere non sono molti.

Sono infatti veramente troppe le offerte del mercato, perché in effetti, proprio di mercato si tratta.

Quali dovrebbero essere i requisiti di un  valido professionista?

La competenza specifica per il settore di interesse: molti professionisti, soprattutto in un periodo di crisi, tendono a volersi occupare di ogni tipo di cliente e materia; se una volta forse era possibile, ormai non è più così a causa dei frequenti cambiamenti di normative. “Il lavoro certamente non si butta, ed i clienti vanno tenuti stretti, per la paura che rivolgendosi ad altri studi, poi si perdano definitivamente”. Il rischio è quello di dare indicazioni sbagliate o fare prestazioni con conseguenti danni al cliente.

L’esperienza: un professionista che “deve farsi le ossa” a qualcuno dovrà toccare! In questo caso, sarà la sua coscienza a dare risultati positivi o deleteri per il cliente

L’aggiornamento professionale continuo: ogni professionista è ormai obbligato a partecipare a corsi e seminari di aggiornamento per il raggiungimento di crediti formativi senza i quali corre il rischio di essere addirittura cancellato dall’Albo di appartenenza. Molti professionisti partecipano per il mero onere di dover acquisire crediti e molti corsi o seminari sono purtroppo a basso contenuto formativo. Anche in questo caso, sarà la coscienza del professionista che lo porterà a voler approfondire argomenti del settore

Onorari congrui: molti professionisti non sanno più nemmeno quali tariffari applicare (per alcune categorie i tariffari non esistono nemmeno più); alcuni si ritrovano ad applicare onorari troppo bassi per prestazioni professionali sottovalutate, altri restituiscono notule sproporzionate al lavoro svolto e a volte anche per prestazioni del tutto poco professionali.

Componenti caratteriali giuste per la professione: “ogni professionista è fatto a modo suo”, proprio come ogni altra persona. Può sembrare poco, ma in realtà, il carattere incide notevolmente nell’ambito lavorativo e nel risultato della prestazione positiva o negativa verso il cliente. Pensate al professionista più professionale del mondo, se per carattere non riesce a sopportare i clienti, non può svolgere la professione.

In questo caso l’onestà e la trasparenza non sono principi da sottovalutare, ma certamente, il cliente non potrà mai saperlo!

Bravo amministratore della sua attività: nonostante questo aspetto possa apparentemente sembrare strettamente personale del professionista, in realtà anche questa peculiarità può avere risvolti negativi o positivi per i clienti.

Capacità di comunicazione: l’errore comune è quello di dare per scontato che il cliente sappia, o che certi aspetti siano sottintesi.   Di conseguenza, per la mancanza di una adeguata comunicazione, il cliente si ritrova a sorprese sgradevoli, a volte anche di tipo economico. Rendere il cliente consapevole ed istruito sugli aspetti legali e tecnici legati alle scelte da affrontare è importante.

Gestire il cliente: la cosa più difficile, soprattutto considerando l’aspetto psicologico dell’onere. Mettere a proprio agio il cliente, consigliarlo, tranquillizzarlo, porlo di fronte a vincoli e limiti, saperlo guidare, “incanalarlo” verso la giusta direzione, sono gli aspetti più difficili in assoluto di ogni rapporto cliente/professionista.

Praticamente una combinazione di requisiti importanti, difficili da trovare in una persona.